ASSITEJ ITALIA nasce grazie a 22 fondatori,
cui si stanno aggiungendo molti nuovi membri.

Si tratta di persone fisiche e giuridiche che con Assitej Italia condividono impegno e scopi.
Possono essere attivi nel teatro per l’infanzia e la gioventù.

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Teatro nelle scuole e Codice dello spettacolo – Intervento di Assitej Italia

Ringrazio Ateatro a nome di Assitej Italia per aver invitato l’associazione a partecipare a questo tavolo di lavoro congiunto.
Essere presenti in questa sede ci è particolarmente a cuore, rappresentando una realtà complessa ed estesa che raduna quasi cento realtà professionali che operano quotidianamente da anni nel settore teatro ragazzi, tra compagnie di produzione, fondazioni, circuiti, teatri e realtà di programmazione e organizzatori, distribuiti su tutto il territorio nazionale. E ci preme partire da alcuni dati associativi, non per autoreferenzialità, ma perché, operando a favore di teatro per le nuove generazioni a livello nazionale e internazionale, Assitej è statutariamente testimone della relazione tra teatro e scuola, ovvero tra arte ed educazione, dalla primissima infanzia all’adolescenza.

Assitej non è una associazione di categoria, né si configura come un’erogatrice di servizi: si propone di favorire lo sviluppo del teatro e della cultura teatrale per l’infanzia e la gioventù.
Dei nostri 97 soci attuali, oltre alla rappresentanza di realtà più giovani (12,5% da 5 a 10 anni e 8% da meno di 5), l’80% è professionalmente attivo nel settore teatro ragazzi da oltre 10 anni (di questi il 59% da oltre 20 anni, il 9% da 15 a 20, l’11,4% da 10 a 15).
77 dei nostri soci si occupano di produzione, 74 di formazione e 61 di programmazione, oltre a progettazione a livello locale, nazionale e internazionale.

 

Di tutti loro siamo oggi portavoce nel ricordare come la relazione tra teatro e scuola si nutra di fatto di un linguaggio artistico e delle sue espressioni, ma anche di professionalità e competenze specifiche, non improvvisate, ma sviluppate attraverso percorsi formativi e/o di ricerca espressamente rivolti all’infanzia e ai giovani.
Ragionare attorno all’educazione e all’avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo significa quindi per Assitej includere necessariamente il favorire la fruizione di spettacoli da parte di bambini e giovani in primis, ma anche di famiglie e insegnanti, la partecipazione a percorsi laboratoriali, e ancora la strutturazione di iniziativa di ricerca, storiche, archivistiche, nonché lo stimolo a una nuova critica dedicata al teatro per bambini e ragazzi. Ed è importante per Assitej in tutte queste direzioniche il fare non prescinda dal vedere.

Rispetto alla questione 3%,ci pare importante segnalare l’opportunità che tale questione rappresenta per le realtà professionali attive nel teatro ragazzi (anche se non necessariamente in via esclusiva) e per tutti i loro rappresentanti.
Pur non conoscendo ancora la dinamica interministeriale che regolerà questo passaggio di finanziamenti, l’opportunità reale è quella di innescare un proficuo dialogo interassociativo e conseguentemente una efficace relazione con MIUR attraverso una rappresentanza ad ampio spettro, pur specifica. E questo non ponendosi in una relazione frontale, attraverso manifesti o rivendicazioni, perché l’occasione è quella di di co-costruire un immaginario condiviso di azioni e criteri concreti di possibile attuazione, di essere realmente parte di un processo e di incidere sul suo sviluppo.
Tutto ciò, anche, in una visione che si estenda oltre l’orizzonte del 3%, che davvero e definitivamente riconosca anche il teatro per le nuove generazioni, dalla primissima infanzia all’adolescenza, non solo come strumento pedagogico (ed eventualmente didattico), ma in primo luogo come espressione artistica tout cout; un’espressione non ancillare, non percepita dalle stesse realtà produttive e formative come utile e in un certo senso più facile mezzo di sostentamento, bensì come scelta artistica chiara e definita e come impegno di politica culturale preciso e dichiarato.
La chiamata è alle Arti, non alle armi. E questo vale nei confronti dei nostri interlocutori istituzionali, ma in primo luogo nei confronti della reciprocità che può legare tutti noi.
Auspichiamo che la comunione d’intenti sia quindi ampia e reale, cioè frutto di una effettiva co-costruzione e non di una adesione a senso unico a un qualsivoglia documento stilato unilateralmente. Ciò richiede l’incontro, il confronto, il riconoscimento e la definizione di punti comuni in termini di obiettivi e di proposte di criteri di accreditamento, nel rispetto di una fisiologia non strozzata dall’ansia di un’urgenza a quanto pare solo apparente (rimandata applicazione attraverso decreti attuativi).

Milano, 26 novembre 2018

Barbara Pizzo – vice Presidente di Assitej Italia

LINK: Teatro nelle scuole e Codice dello spettacolo: Il documento di convocazione