ASSITEJ ITALIA was born thanks to 22 founders, which are being joined by many new members.

These are individuals and companies that share objectives and commitment with Assitej Italia. All of them are active in the field of theatre for young audiences.

Follow us on Facebook

Teatro nelle scuole e Codice dello spettacolo – Intervento di Assitej Italia

Ringrazio Ateatro a nome di Assitej Italia per aver invitato l’associazione a partecipare a questo tavolo di lavoro congiunto.
Essere presenti in questa sede ci è particolarmente a cuore, rappresentando una realtà complessa ed estesa che raduna quasi cento realtà professionali che operano quotidianamente da anni nel settore teatro ragazzi, tra compagnie di produzione, fondazioni, circuiti, teatri e realtà di programmazione e organizzatori, distribuiti su tutto il territorio nazionale. E ci preme partire da alcuni dati associativi, non per autoreferenzialità, ma perché, operando a favore di teatro per le nuove generazioni a livello nazionale e internazionale, Assitej è statutariamente testimone della relazione tra teatro e scuola, ovvero tra arte ed educazione, dalla primissima infanzia all’adolescenza.

Assitej non è una associazione di categoria, né si configura come un’erogatrice di servizi: si propone di favorire lo sviluppo del teatro e della cultura teatrale per l’infanzia e la gioventù.
Dei nostri 97 soci attuali, oltre alla rappresentanza di realtà più giovani (12,5% da 5 a 10 anni e 8% da meno di 5), l’80% è professionalmente attivo nel settore teatro ragazzi da oltre 10 anni (di questi il 59% da oltre 20 anni, il 9% da 15 a 20, l’11,4% da 10 a 15).
77 dei nostri soci si occupano di produzione, 74 di formazione e 61 di programmazione, oltre a progettazione a livello locale, nazionale e internazionale.

 

Di tutti loro siamo oggi portavoce nel ricordare come la relazione tra teatro e scuola si nutra di fatto di un linguaggio artistico e delle sue espressioni, ma anche di professionalità e competenze specifiche, non improvvisate, ma sviluppate attraverso percorsi formativi e/o di ricerca espressamente rivolti all’infanzia e ai giovani.
Ragionare attorno all’educazione e all’avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo significa quindi per Assitej includere necessariamente il favorire la fruizione di spettacoli da parte di bambini e giovani in primis, ma anche di famiglie e insegnanti, la partecipazione a percorsi laboratoriali, e ancora la strutturazione di iniziativa di ricerca, storiche, archivistiche, nonché lo stimolo a una nuova critica dedicata al teatro per bambini e ragazzi. Ed è importante per Assitej in tutte queste direzioniche il fare non prescinda dal vedere.

Rispetto alla questione 3%,ci pare importante segnalare l’opportunità che tale questione rappresenta per le realtà professionali attive nel teatro ragazzi (anche se non necessariamente in via esclusiva) e per tutti i loro rappresentanti.
Pur non conoscendo ancora la dinamica interministeriale che regolerà questo passaggio di finanziamenti, l’opportunità reale è quella di innescare un proficuo dialogo interassociativo e conseguentemente una efficace relazione con MIUR attraverso una rappresentanza ad ampio spettro, pur specifica. E questo non ponendosi in una relazione frontale, attraverso manifesti o rivendicazioni, perché l’occasione è quella di di co-costruire un immaginario condiviso di azioni e criteri concreti di possibile attuazione, di essere realmente parte di un processo e di incidere sul suo sviluppo.
Tutto ciò, anche, in una visione che si estenda oltre l’orizzonte del 3%, che davvero e definitivamente riconosca anche il teatro per le nuove generazioni, dalla primissima infanzia all’adolescenza, non solo come strumento pedagogico (ed eventualmente didattico), ma in primo luogo come espressione artistica tout cout; un’espressione non ancillare, non percepita dalle stesse realtà produttive e formative come utile e in un certo senso più facile mezzo di sostentamento, bensì come scelta artistica chiara e definita e come impegno di politica culturale preciso e dichiarato.
La chiamata è alle Arti, non alle armi. E questo vale nei confronti dei nostri interlocutori istituzionali, ma in primo luogo nei confronti della reciprocità che può legare tutti noi.
Auspichiamo che la comunione d’intenti sia quindi ampia e reale, cioè frutto di una effettiva co-costruzione e non di una adesione a senso unico a un qualsivoglia documento stilato unilateralmente. Ciò richiede l’incontro, il confronto, il riconoscimento e la definizione di punti comuni in termini di obiettivi e di proposte di criteri di accreditamento, nel rispetto di una fisiologia non strozzata dall’ansia di un’urgenza a quanto pare solo apparente (rimandata applicazione attraverso decreti attuativi).

Milano, 26 novembre 2018

Barbara Pizzo – vice Presidente di Assitej Italia

LINK: Teatro nelle scuole e Codice dello spettacolo: Il documento di convocazione

Traiettorie Comuni